LA NOTTE DEL TERRORE

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L’eccidio del Castello Estense del 1943

“Erano undici: riversi, in tre mucchi lungo la spalletta della Fossa del Castello, lungo il tratto di marciapiede esattamente opposto al caffè della Borsa e alla farmacia Barilari: e per contarli e identificarli, da parte dei primi che avevano osato accostarsi (di lontano, non parevano nemmeno corpi umani: stracci, bensì, poveri stracci o fagotti, buttati là, al sole, nella neve fradicia), era stato necessario rivoltare sulla schiena coloro che giacevano bocconi, nonché separare l’uno dall’altro quelli che, caduti abbracciandosi, facevano tuttora uno stretto viluppo di membra irrigidite”

Giorgio Bassani, “Una notte del ‘43”

Tra il 14 ed il 15 novembre 1943 una squadraccia di fascisti della RSI, lungo il marciapiede del muretto del Castello di Ferrara, fucilava 11 antifascisti:

Emilio Arlotti, Cinzio Belletti, Pasquale Colagrande, Vittore e Mario Hanau, Giulio Piazzi, Girolamo Savonuzzi, Ugo Teglio, Arturo Torboli, Alberto Vita Finzi, Mario Zanatta.

L’Eccidio del Castello Estense fu una rappresaglia in seguito all’assassinio dell’appena nominato federale di Ferrara, Iginio Ghisellini.

Fu una esecuzione messa in atto da italianissimi fascisti in camicia nera per incutere terrore alla popolazione.

I corpi dei martiri, ammassati e aggrovigliati gli uni con gli altri, abbandonati in strada nel loro stesso sangue, furono una macabra messinscena per dissuadere chiunque a collaborare con la Resistenza.

Al di fuori della vergognosa retorica revisionista, è evidente come fascisti, collaborazionisti e alleati dei nazisti siano stati autori di una vera e propria GUERRA AI CIVILI.

Della terribile rappresaglia di Ferrara racconta il film “La lunga notte del ’43” di Florestano Vancini, liberamente tratto dal racconto “Una notte del ’43” della raccolta “Cinque storie ferraresi” di Giorgio Bassani.

Il film di Vancini è un’opera straordinaria, necessaria per capire perché nessuno dei fucilatori sia stato perseguito penalmente, senza mai pagare di fronte alla giustizia, e per comprendere meglio anche il momento storico attuale.

Alessandro Fontanesi

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